Queen of Disaster

by 7/16/2017 0 comments

Era ferma lungo il ciglio della strada. In alcuni momenti il suono delle auto che correvano velocemente era talmente forte da farle mancare il respiro. Un ronzio sordo le tappava le orecchie, e le sembrava di essere in una bolla, senza alcuna via d'uscita.
La sua vista era annebbiata dai fumi della città e dalle luci delle auto, piccole saette che schizzavano sull'asfalto bollente.
Lara rimase dietro le sbarre di acciaio, che delimitavano quel piccolo percorso pedonale che divideva le palazzine anni '80 dalla strada a scorrimento veloce.
Gli adesivi consumati attaccati alle sbarre, e i graffiti improvvisati sul cemento rendevano meno freddo l'acciaio di quelle che sembravano gli unici impedimenti per Lara per correre tra le auto per vedere che effetto fa essere liberi.
La luce rosa del tramonto tra le nuvole e le antenne e i fili elettrici si rifletteva su di lei, come una prescelta tra tanti sconosciuti.
Il passo indifferente degli sconosciuti era come un ciottolo lanciato con violenza tra i pneumatici delle auto in corso, era come se si scagliasse contro di lei con cattiveria.
Non poteva aspettare Lara, non più.
Legò la sua sciarpa a quelle sbarre di acciaio, come un segno del suo passaggio in quel luogo, come un ammonimento della sua esistenza.
Scavalcò il corrimano, e si ritrovò a pochi centimetri dalle macchine.
Lasciò che i suoi capelli corressero veloci e nervosamente nel vento, come i nastri di un aquilone l'ultimo giorno d'estate.
Avanzò a passo lento ma deciso, tra i veicoli che tentavano di scansarla, tra sgommate sull'asfalto lucido e deviazioni degne di una pista di automobilismo.
Lara avanzava incurante, come se ci fosse solo lei per strada, si fermò al centro tra una corsia e l'altra e lanciò un urlo, un urlo liberatorio, talmente forte da coprire i clacson delle auto che inveivano contro di lei.
La bolla esplose, la sua gola e le sue orecchie non erano più prigioniere.
Le sue mani non erano più strette nei pugni, le sue dita si muovevano come fosse stata la prima volta.
Lara percorse l'ultima corsia correndo.
Era dall'altra parte, sul marciapiede che circondava i bui locali del quartiere, illuminati dai neon delle insegne, e scoppiò in una grande risata liberatoria.

Gabriele Del Buono

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I have learnt my lesson well. The truth is out there I can tell. Live your life without regret. Don't be someone who they forget.

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