Era ferma lungo il ciglio della strada. In alcuni momenti il suono delle auto che correvano velocemente era talmente forte da farle mancare il respiro. Un ronzio sordo le tappava le orecchie, e le sembrava di essere in una bolla, senza alcuna via d'uscita.
La sua vista era annebbiata dai fumi della città e dalle luci delle auto, piccole saette che schizzavano sull'asfalto bollente.
Lara rimase dietro le sbarre di acciaio, che delimitavano quel piccolo percorso pedonale che divideva le palazzine anni '80 dalla strada a scorrimento veloce.
Gli adesivi consumati attaccati alle sbarre, e i graffiti improvvisati sul cemento rendevano meno freddo l'acciaio di quelle che sembravano gli unici impedimenti per Lara per correre tra le auto per vedere che effetto fa essere liberi.
La luce rosa del tramonto tra le nuvole e le antenne e i fili elettrici si rifletteva su di lei, come una prescelta tra tanti sconosciuti.
Il passo indifferente degli sconosciuti era come un ciottolo lanciato con violenza tra i pneumatici delle auto in corso, era come se si scagliasse contro di lei con cattiveria.
Non poteva aspettare Lara, non più.
Legò la sua sciarpa a quelle sbarre di acciaio, come un segno del suo passaggio in quel luogo, come un ammonimento della sua esistenza.
Scavalcò il corrimano, e si ritrovò a pochi centimetri dalle macchine.
Lasciò che i suoi capelli corressero veloci e nervosamente nel vento, come i nastri di un aquilone l'ultimo giorno d'estate.
Avanzò a passo lento ma deciso, tra i veicoli che tentavano di scansarla, tra sgommate sull'asfalto lucido e deviazioni degne di una pista di automobilismo.
Lara avanzava incurante, come se ci fosse solo lei per strada, si fermò al centro tra una corsia e l'altra e lanciò un urlo, un urlo liberatorio, talmente forte da coprire i clacson delle auto che inveivano contro di lei.
La bolla esplose, la sua gola e le sue orecchie non erano più prigioniere.
Le sue mani non erano più strette nei pugni, le sue dita si muovevano come fosse stata la prima volta.
Lara percorse l'ultima corsia correndo.
Era dall'altra parte, sul marciapiede che circondava i bui locali del quartiere, illuminati dai neon delle insegne, e scoppiò in una grande risata liberatoria.

L'estate scorre vertiginosamente come le caramelle che cadono dal sacchetto di carta bucato.
Cadono sul pavimento colorato del negozio dietro l'angolo, facendo rumore.
Come l'estate, che fa rumore.
Le raccogli, nelle loro cartine colorate, che luccicano sotto il neon del negozio, e una volta fuori le scarti, brillanti sotto il sole caldo, le mangi, e le consumi in fretta.
Come l'estate, che si consuma in fretta, nonostante la sua presenza calda, avvolgente, che sembra non lasciarti mai, come zucchero filato, soffice e caldo, che mangi con lentezza alla festa del paese, tra le luci delle bancarelle e le urla dei bambini.
Vola in fretta l'estate, come gli aquiloni in un giorno di vento, sul finire della stagione.
Dolce è l'estate, come quelle caramelle che hai consumato il primo giorno, e che ora vorresti avere ancora, come i momenti di questo mese ancora da finire, ma che ci sta per abbandonare.
Vicini è l'estate, ora. E chissà per quanto durerà.
Un Tuffo al Cuore
Pietro Milella
Editore:  ZeroUnoUndici Edizioni | Prezzo: 13,50 [ebook 2,99]
Data di pubblicazione: 30 giugno 2017 [pre-ordina QUI la tua copia]
Sinossi: Marco vive in un paesino vicino a Bari e studia Lettere all'università. Da sempre omosessuale, da poco tempo è riuscito a fare coming out con la sua famiglia e con i suoi amici. A costituire un vero e proprio spartiacque nella sua vita, però, vi è un'esperienza traumatica che l'ha segnato nel profondo: la violenza sessuale subita dalla persona che credeva di amare, Alessandro. Sarà solo grazie a un incontro fortuito in piscina con Jacopo, un giovane scrittore che ha alle spalle una dura perdita, che riuscirà a ritrovare il sorriso. Tra Milano e Bari, "Un tuffo al cuore" racconta la storia di un amore in grado di curare le ferite e di riportare alla vita i sogni che si credeva fossero perduti per sempre.

Marco, un ragazzo apparentemente come tanti, è costretto improvvisamente a prendere una decisione: subire o reagire? La sua vita sarà inevitabilmente sconvolta dalle conseguenze di quella notte che lo hanno portato a lasciare la città, per reagire nell'unico modo che in quel momento gli sembrava possibile, all'evento traumatico che aveva dovuto affrontare: la fuga.
Milano è una città di grandi opportunità, ma anche ricca di grande solitudine, per un ragazzo che come lui ha lasciato la famiglia, gli amici, gli affetti, in un piccolo paese della Puglia.
Un nuovo inizio, una sfida con se stesso, una lotta contro i fantasmi del suo passato.
Alessandro ha fatto questo, gli ha svuotato la vita, e lo ha reso solo, contro la vita, contro se stesso, le sue fragilità, le sue paure.
Nuovi amici riescono a allontanare quel senso di vuoto e di solitudine che il passaggio nella grande città aveva portato con se, e l'incontro con Jacopo porta Marco a reagire sul serio, a affrontare tutto ciò che aveva evitato fino a quel momento, il confronto con il dolore che aveva sofferto, e il reale tentativo di ricominciare.
Marco è davvero pronto? Forse, ma Valentina arriverà con la sua travolgente positività a mostrargli la differenza tra il passato, Alessandro, e il futuro, Jacopo, diventando un insolito grillo parlante, stravagante ma molto concreta.
La narrazione, in continua alternanza tra presente e passato, colpisce per la sua efficacia, raccontandoci fin dal primo capitolo con tremenda autenticità il perché della storia, e narrandoci con delicatezza il come, pagina dopo pagina.
Un protagonista dalle molte sfaccettature, Marco, più forte di quanto possa sembrare, e più fragile di quanto voglia far credere, vi racconta con coraggio la sua storia, costellata di personaggi molto differenti tra loro.
Vi colpirà Alessandro, che odierete, ma vi attrarrà a se nelle poche scene che lo vedono protagonista. come è giusto che sia, lui è il perché, e il perché si svolge lì, in quel momento, in quella scena, che da inizio a tutta la storia, per poi svanire come un fantasma che vi assilla ma che in realtà non vedete mai. La disarmante capacità di mostrare tutto di se di Daniele vi darà nuova fiducia nell'amicizia, cosa che non si può dire di Melissa, forse l'unico personaggio bloccato nel passato, che tristemente decide da che parte stare, senza alcun contatto con la realtà.
Jacopo è un personaggio forte, solido, lineare, ma complesso al suo interno. Jacopo è in grado di reagire al dolore come Marco non è riuscito a fare fino a quel momento, e le sue parole e il suo coraggio vi terranno in un caldo abbraccio, quello dell'amore vero, che sa stare lì in un angolo a aspettarvi, lottando per quell'amore, disposto a tutto pur di non rinunciare a voi.
Valentina è la dimostrazione che quello che vediamo dal di fuori è spesso ingannevole. Il personaggio più sopra le righe del romanzo è invece quello che ha capito, dietro la sua maschera da ribelle, il vero senso della vita, un personaggio che sembra ricco di eccessi, ma la cui saggezza è solo velata, per non perdere mai quello spirito libero che la rende viva.
Questa è una storia di crescita, di rinascita, d'amore, d'amicizia, di affetto fraterno, di dolore, immenso dolore, e di una incredibile capacità di non aver più paura di se stesse e degli altri.

Archibald strinse la mano di Luke, più forte che potesse, e guardò la città sotto di loro. Le luci piccolissime sembravano tante stelle, quasi fossero disegnate, uno spettacolo a cui Archibald non faceva caso da lungo tempo, e ora che non doveva più scappare poteva dimenticare il buio che lo aveva racchiuso fino a pochi attimi prima.
E loro si sentivano in cima al cielo.
Sulla punta più alta del grattacielo, il vuoto rimbombava nel freddo della notte, e Luke sorrise a Archibald, come se tutto fosse normale, come se andasse tutto bene.
Forse era davvero così, forse Archibald poteva trovare finalmente la sua pace, non ne era certo, ma voleva pensarlo così.
I rumori della strada erano lontani, e quando una 4GM Xetra passò davanti a loro, l'aria fu scossa dal turbinio delle eliche, e i loro soprabiti appesantiti dalla pioggia, si mossero nel vento.
Luke alzò il bavero del cappotto e diede un lungo bacio a Archibald, che impietrito, ma felice, ricambiò arrossendo.
Erano in cima alla città, la pioggia era quasi finita, e le sirene della fabbrica erano lontane. In cima a quel grattacielo erano al sicuro, Archibald era al sicuro, ora che Luke era al suo fianco.
Salirono a bordo del 4GM Xetra successivo, mentre le luci della città, sempre accese, fervevano sotto di loro, facendo presagire un ritorno alla quiete che Archibald aveva dimenticato.
Diario di una booklover (Pink Magazine Italia)
by Isabella D'Amore
Formato: Kindle
Editore: Edizioni Pink; 1 edizione (22 aprile 2017)
Chi è il bibliofilo? “Chi ama i libri in se stessi, per la loro antichità o rarità, e ne fa collezione” recita il dizionario Treccani. Ecco dunque la definizione dei cosiddetti booklover. Una razza aliena? No, una vera e propria schiera di amanti dei libri che hanno un profilo ben preciso. Un breve saggio, divertente e senza pretese, in cui si fa un viaggio nelle piccole manie, gioie e debolezze dei booklover. Ce n’è di ogni tipo: annusatori di libri, collezionisti di gadget letterari, amanti delle edizioni speciali, lettori incalliti, book-blogger, Amazon-dipendenti. Non mancheranno ovviamente consigli di lettura e soprattutto tanti suggerimenti per acquisti “librosi”. Caricate le vostre carte prepagate e tenetele pronte. Si parte!

Quello che vi presento oggi è un vero viaggio nel mondo dei libri e dei lettori, un sunto dell'approccio moderno alla lettura. Tra le pagine di questo saggio di Isabella D'Amore, ritroverete, se siete veri lettori accaniti, voi stessi, i vostri sogni, le vostre manie, il vostro modo di vivere i libri e gli ebook.
Si tratta di un viaggio, a tratti ironico (autoironico?) tra gli scaffali delle vecchie librerie e tra le pagine di quelle virtuali, un accurato confronto tra tradizione e modernità, tra passione e a volte ossessione (in senso buono!), tra libro e ebook.
L'approccio moderno all'editoria è basato su negozi online e libri non cartacei, su recensioni e blogger, su una maggiore accessibilità ai mezzi di lettura e ai testi stessi. Questo però non rinnega l'insostituibile sensazione di annusare un libro, sfogliare le pagine tra scaffali più alti di noi, e perché no, lasciarsi consigliare da qualcuno che non conosciamo.
Si sommano consigli utili, dalla disposizione dei libri in casa, a metodi alternativi di arredamento 'cartacei', e poi la passione per tutti i gadget, dalle tazze ai gioielli, che rimandano ai nostri amici libri.
Insomma, se amate non solo i libri ma tutto il mondo che li circonda, non potete perdervi questo simpatico saggio.

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"Milleluci" stanno per accendersi su di noi. 
Siete pronti a saperne di più?
Silvana e tutte le altre donne di questa storia vi aspettano su Amazon!
Silvana è la matriarca di una grande famiglia, che si riunisce in occasione del suo settantacinquesimo compleanno. Tante le donne legate alla sua vita, tante le gioie e i dolori da condividere, e una grande casa che li racchiude tutti. Storia corale, tutta al femminile, per raccontare la forza delle donne, attraverso tre generazioni differenti.
Tutto è iniziato da un racconto. Anzi tutto è iniziato da una foto. Una foto mi ha portato a altre foto, e da queste foto è nato il primo racconto. Poi il secondo,il terzo, il quarto. Faces è diventata così una rubrica, saltuaria, quando la mia mente aveva bisogno di fuggire e fare incursione nella vita di altri. O forse avevo semplicemente bisogno di far vivere a altri pezzi della mia vita, schegge di libertà, reali o immaginarie. Faces racconta appunto questo, attraverso i suoi 28 racconti, schegge di vita di persone libere, o che sognano di diventarlo. Ci sono dei cameo importanti in questo libro, innanzitutto miei, sotto mentite spoglie, e poi di personaggi futuri dei miei romanzi. Chi mi conosce li capirà facilmente, chi non mi conosce ancora potrà farlo tra le pagine di questo ebook, che parla di me, e parla di altre persone, parla di sogni e di come questi si infrangono, parlano di amore, e di assenza di esso, parlano di libertà e di cosa si è disposti a fare per ottenerla.

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Le scale erano fredde, come se l'intero inverno fosse racchiuso in quei blocchi di cemento. Philip non poteva entrare, quel portone era chiuso per sempre, nascondendo al suo interno lo scenario di una tragedia che Philip non aveva potuto evitare.
I capelli gli coprivano gli occhi, stanchi di vedere cose che non riuscivano a spiegarsi.
Era solo ora Philip, lo era per davvero, una solitudine che non ti priva solo delle persone, ma anche del tuo stesso futuro.
Una solitudine che Philip non aveva potuto prevedere, ma che lo raggelava, come i grandi scalini che congelavano il suo corpo.
Era stanco, aveva corso tanto per arrivare li, il luogo che aveva cullato la sua creatività. che aveva accresciuto la sua conoscenza, il luogo che lo aveva trasformato in uomo, e che ora era chiuso, dietro un grande portone di legno, nero, come il solo colore che ora i suoi occhi riuscivano a vedere.
Non ci sarebbe mai più entrato Philip, non avrebbe più respirato l'odore della vernice, non avrebbe più ammirato le luci dei flash, non avrebbe più consumato matite per i suoi bozzetti, non avrebbe costruito più nulla, con le sue mani. No, non li dentro. Non più.
Rimase su quei blocchi di cemento, scalfiti dagli anni, a guardare quel poco che aveva davanti, dando le spalle a quel portone che non si sarebbe mai più aperto, e che aveva portato via troppa gente in una sola notte, e con essi tutti i sogni di Philip.
Accese un'altra sigaretta, e continuò a rimanere li al freddo, come se quello fosse l'unico modo per espiare ogni sua colpa, come se quello fosse il suo limbo, da cui non sarebbe più potuto uscire.

Testo: Gabriele Del Buono
Photo: Alasdair McLellan

Il sole bruciava sulla sabbia, bollente, mentre Lolo passeggiava scalzo in quel giorno di tarda estate. Aveva ancora i vestiti della festa della sera prima, non era ancora rientrato a casa, voleva assaporare ancora quell'angolo di libertà, prima di tornare a combattere con i suoi demoni quotidiani.
L'acqua si infrangeva leggera contro i piccoli scogli lucenti, e con le scarpe tra le mani, Lolo camminava verso l'acqua, sicuro, come se quella fosse l'unica direzione possibile.
Era la prima volta, nella sua giovane vita, che vedeva il mare, e gli sembrava assurdo che avesse dovuto attendere fino all'estate prima del diploma, per vedere quella meraviglia.
Aveva vissuto sempre in campagna Lolo, lontano da quella meraviglia che gli appariva incredibile.
Si distese su uno scoglio, con il viso rivolto al sole, e le gambe per metà nell'acqua, godendosi quel che restava di quella libertà che aveva assaporato la sera prima.
Casa era lontana, più lontana di quanto lo fosse mai stata, e il momento di tornarci era così vicino da rendere quell'attimo indispensabile.
Il sole bruciava sul volto di Lolo, negli attimi di vita che per la prima volta assaporava.

Testo: Gabriele Del Buono
Photo: Alasdair McLellan

La vita dopo i 20. Riflettevo su questo argomento da tanto tempo, in riferimento al ritorno degli adulti alle passioni dei bambini. Certo, già questa affermazione potrebbe essere fuorviante, perché in realtà è erronea proprio la convinzione che alcune cose siano per bambini, o solo per quel pubblico.
Il mondo fantasy, dei giocattoli, delle action figures, del collezionismo, di fumetti e manga, di film d'animazione e giochi da tavolo è spesso erroneamente collocato dalla società in una fascia limitata d'età, sbagliando in maniera davvero imbarazzante.
Molti giochi sono studiati per una mente adulta, capace di capire collegamenti e strategie che un bambino trascurerà, molti film d'animazione (specie quelli giapponesi) e anime hanno contenuti non sempre adatti a dei bambini (da noi molto spesso censurati), o che comunque possono essere indirizzati agli adulti, con temi sociali che un bambino non è sempre pronto a percepire, e i cosiddetti "giocattoli" (bambole. miniature, action figures) sono oggi più collezionati da adulti che da bambini, anche perché alcuni prodotti sono esclusivamente per un pubblico di adulti collezionisti (per dettagli, prezzi, ecc...)
Assodato questo, cosa accade tra l'infanzia e la post adolescenza?
Naturalmente l'adolescente inizierà crescendo a rinnegare tante passioni (ma non sempre eh!) dell'infanzia, o per lo meno a etichettare determinate cose come infantili, bambinesche, e lontane ormai da loro. Quale adolescente non vuole sentirsi adulto a tutti costi infondo...
Questo distacco dura per una fase di anni, e poi chi inizia a interessarsi di altre cose le abbandona per sempre.
Oggi però molto più spesso i geek e nerd (QUI una bellissima guida per conoscere tutte le differenze), ovvero quelli che amano cose come i fumetti, gli anime, le action figures ecc.., non sono più solo adolescenti brufolosi e asociali, ma post adolescenti che, affermato il proprio ingresso in età adulta, non hanno paura di tornare a mostrare interesse per cose che amavano da bambini, o che vengono etichettate come infantili.
La vita dopo i 20, esattamente. Il ritorno pienamente a se stessi, perché l'adolescenza ci fa vivere tante vite diverse, per adeguarci alle mode, agli amici, ai compagni di classe, o perché stiamo cercando di capire chi siamo davvero.
Passati i vent'anni si torna a volte a amare giocattoli e oggetti da collezione, si tornano a vedere i classici Disney e a scoprire l'animazione giapponese dello Studio Ghibli, si torna a percepire quella sensazione di pace con se stessi nel collezionare, amare, seguire, cose che per alcuni siamo troppo grandi per andarvi dietro.
Riconoscere di essere diventati adulti ci permette di essere noi stessi, qualunque sia la nostra passione, non più oggetto di "vergogna" o di risatine di amici e parenti. Lo dimostra anche questo grande ritorno di moda degli anni '80 e '90, e di tutto ciò che sia POP, nel vero termine della parola, la cultura popolare (giovanile specialmente) degli anni in cui siamo cresciuti, che si tratti di un film di extraterrestri, di un "pupazzo" (come li chiamano gli snob del genere) di un supereroe, o di un disco di musica pop/dance.
Ben tornato popolo geek e nerd, una nuova era ha inizio!

p.s. io mentre scrivo questo articolo ho la colonna sonora di Monkey Island in sottofondo, fate un po' voi...

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